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Situata nell’entroterra maceratese, insieme ai comuni di Belforte del Chienti, Cessapalombo, Serrapetrona e Camporotondo di Fiastrone, formano i “Cinque comuni” presenti nella parte centrale dell’entroterra maceratese, che per estensione occupa circa il 4,3% del territorio maceratese. Il territorio caldarolese si allunga in senso Nord-Sud e si estende alle pendici della dorsale appenninica umbro-marchigiana.
Conosciuta anche come “Terra dei cinque Castelli”, Caldarola è circondata, appunto, da cinque borghi medievali, tali sono, Vestignano, Pievefavera, Croce e Valcimarra. Oltre a questi cinque castelli è presente nel territorio caldarolese è presente anche il borgo di Bistocco.
I laghi
Nelle vicinanze del comune di Caldarola è situato il Lago di Pievefavera , il luogo ideale per chi è in cerca di relax ed anche per attività come la pesca ed il canottaggio. Oltre a tali attività, nei pressi del lago è possibile fare dei picnic, delle passeggiate lungo le sponde ed anche delle escursioni. È possibile anche fermarsi in vari punti di ristoro situati nel paese.
Oltre al Lago di Pievefavera (o Lago di Caccamo), da Caldarola è facilmente raggiungibile sia il Lago di Polverina, situato nei pressi del comune di Camerino, un lago artificiale dove è possibile praticare la pesca sportiva; sia il Lago di Fiastra, situato all’interno del Parco Nazionale dei Sibillini, anch’esso è un lago artificiale ed il ciò che lo rende famoso sono le sue acque particolarmente limpide e non inquinate. Inoltre dal Lago di Fiastra è possibile raggiungere, attraverso delle escursioni, le Lame Rosse, una stratificazione montuosa dove ogni anno attira molti turisti.
La porta dei Sibillini
Il paese di Caldarola, per chi non lo sapesse, è conosciuto anche come “La porta dei Sibillini” in quanto dista a pochi chilometri dal comuni di Cessapalombo, Visso, Fiastra e Amandola , dove è situato(in parte) il Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Il Parco, geograficamente, comprende le provincie di Macerata, Ascoli Piceno, Fermo ed anche la provincia di Perugia (Umbria) per i rispettivi comuni di Norcia e Preci.
All’Interno del Parco Nazionale dei Sibillini è possibile visitare il Lago di Pilato, famoso per la sua natura glaciale, infatti è uno dei pochi laghi rimasti aventi questa caratteristica. È possibile, anche, visitare la catena montuosa degli Appennini, dove fanno parte il Monte Vettore e il Monte Sibilla, montagne che ogni anno, nel periodo estivo, attirano molti turisti.
Per i più appassionati di Montagna, da Caldarola è facilmente raggiungibile il paese di Castelluccio di Norcia, grazie alla nuova superstrada che collega in maniera molto semplice le due regioni Marche ed Umbria, dove nel periodo estivo è possibile ammirare la fioritura, che avviene nella Piana di Castelluccio. Per ammirare tale spettacolo si consiglia il periodo che vada dalla fine Maggio ad inizio Luglio dove la Piana di Castelluccio cambia volto e si trasforma in uno spettacolo di sfumature variopinte.
Insomma si può dire che il comune di Caldarola vanta di una posizione molto strategica in quanto è ben collegata con i vari comuni limitrofi che, in determinati periodi dell’anno, offrono delle bellissime esperienze.
STORIA
Caldarola deve probabilmente il suo nome al termine latino calidarium, con cui s’ indicava la stanza con la “vasca di acqua calda” delle terme. La tradizione locale fa risalire le origini del paese al IV sec d. C., quando un gruppo di Cristiani, sfuggiti alle persecuzioni, giunto sul “colle del cuculo”(Colcù), edificò un primitivo nucleo urbano. Tuttavia, con maggiore probabilità il centro caldarolese è sorto, come villaggio rurale, ai piedi di una torre di difesa Longobarda o Bizantina in epoca precedente al IX-X secolo.
Al termine del XII secolo, la storia medievale vede il territorio di Caldarola coinvolto nella lotta tra Papato e Impero: i pontefici, per assicurarsi la fedeltà di Camerino, lo concessero in feudo allo Stato Camerte. Solo agli inizi del ‘400, il paese riuscì a ottenere l’indipendenza sancita dalla bolla di emancipazione di Eugenio IV ( 1434 ). Nello stesso periodo emerge la figura del Beato Francesco Piani, che nacque a Caldarola nel 1424, le cui opere fondamentali, ispirate dal francescanesimo, furono: la Compagnia di Santa Maria, l’Ospedale e il Monte di Pietà. Predicatore e pacificatore di genti morì in odore di santità nel 1507, fu beatificato da Papa Urbano VII nel 1634.
La massima fioritura di Caldarola, comunque, si ebbe nel pieno 500 ad opera della nobile famiglia Pallotta che la trasformò in una preziosa cittadina rinascimentale. La diretta soggezione alla Chiesa, del comune di Caldarola, perdurò fino al 1799, anno in cui il dominio pontificio fu abbattuto dalla rivoluzione francese. Terminata la parentesi “napoleonica”, il paese ritornò allo Stato Pontificio fino al 1861, quando la terra marchigiana venne annessa al Regno d’Italia.
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Ascolta l’audioguida di Caldarola letta dall’attore Cesare Bocci:
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