Giostra delle Castella e Palio dei bambini
Dame, cavalieri, priori e popolani in costumi d’epoca tra bandiere al vento e tamburi che riecheggiano tra i vicoli. Tra luglio e agosto il borgo di Caldarola si trasforma in un grande teatro rinascimentale in occasione della Giostra de le Castella. La rievocazione storica che coinvolge le cinque frazioni del comune: Croce, Pievefavera, Valcimarra, Vestignano e Caldarola. Le vie sono popolate da sbandieratori, tamburini, giullari, musici e mangiafuoco che animano ogni angolo del paese con spettacoli itineranti.
Tra i momenti più suggestivi c’è l’Offerta del Doppiere, il rito in cui i Priori delle Castella donano un cero alla chiesa, rievocando una tradizione che affonda le radici nel 1586. In quell’anno, con la riorganizzazione del territorio voluta dal cardinale Evangelista Pallotta, le cinque castella vennero riunite sotto un’unica amministrazione con sede a Caldarola, che divenne centro politico e religioso del nuovo assetto. Il dono del cero, simbolo di fedeltà e unità tra le comunità, rappresentava allora un patto civile e spirituale. Quel gesto è il cuore simbolico della festa.
La Giostra entra nel vivo con le sfide tra le frazioni: il tiro con l’arco, il tiro alla fune, il taglio del tronco e il Certamen Cursus Cornua Ferentium, una corsa che mette alla prova resistenza, agilità e spirito di squadra. Alla fine delle gare, viene assegnato il Palio, simbolo dell’onore e della vittoria.
La sera si accende le luci della Taverna della Luna che accoglie gli ospiti con sapori antichi. Tra “Frustenga, liccacennora e ficaonta” pani profumati, dolci della tradizione e calici di vino locale, la convivialità si intreccia con la memoria storica.

