Ai piedi del borgo di Pievefavera, lunga la sponda del lago, sorge un'area archeologica di epoca romana. Sono i resti dell'Antica Faveria, i cui i reperti sono conservati presso l'Antiquarium.
Il sito romano conferma la presenza di importanti reperti archeologici nella valle del fiume Chienti, collegamento naturale tra costa e entroterra. Le strutture visibili, di fondazione tardo-repubblicana e attive fino al I secolo d.C., appartenevano alla pars rustica di una villa più ampia, con murature e pavimenti musivi ancora in parte da studiare.
La villa si sviluppava su tre terrazzi digradanti verso il fondovalle, adattandosi alla pendenza di Colle Pioarse. Probabilmente ospitava attività produttive e il personale di servizio, sfruttando la vicina sorgente e il fiume Chienti. Il primo terrazzo era destinato agli ambienti di servizio, il secondo collegava i vari spazi tramite un corridoio/fognatura, mentre il terzo ospitava sei locali, due dei quali pavimentati a spina di pesce.
Tra questi, due ambienti erano terme (balnea servili) per i contadini della villa, con pavimenti sospesi sorretti da pilastrini in laterizio (suspensurae) e riscaldamento sotterraneo proveniente dal praefurnium, dove il calore della combustione a legna si diffondeva sotto il pavimento.
I reperti esposti nell’Antiquarium testimoniano che l’area conobbe una lunga frequentazione dalla preistoria fino all’età romana. tra questi vi sono ceramiche a vernice nera con iscrizioni graffite, lucerne, ceramiche di uso comune, metalli, vetri e una piccola collezione numismatica, che include due eccezionali esemplari di monete puniche.
Dopo lavori di ristrutturazione, l’Antiquarium ha riaperto al pubblico nel mese di aprile 2025.