Santuario di Maria SS del Monte

Un’altra chiesa situata in Piazza e costruita nel XVIII secolo, con una cupola poligonale e interni a croce greca, con alcune opere molto importanti e un quadro protagonista.

Il santuario chiude il lato sud-ovest della piazza e sorge sullo spazio ricavato dalla demolizione di una precedente chiesa del 400, l’edificio progettato dell’architetto Augustoni venne aperto al culto nel 1780. La facciata si sviluppa su due piani divisi da una travatura aggettante. La porta principale con timpano è incorniciata da quattro lesene sulle quali poggia una trabeazione; ai lati due nicchie. Stesso motivo per la parte superiore. LA cupola con lanterna è di forma poligonale, il campanile riprende i motivi della facciata. L’interno è a croce greca; la cupola raccordata da quattro pennacchi dà armonia e luce al complesso. Dodici porte che simboleggiano i dodici Apostoli, scandiscono gli spazi in basso, ma successive modifiche hanno alterato la primitiva struttura. Dietro l’altare maggiore si apre una nicchia nella quale si trova il quadro di Lorenzo d’Alessandro coperto in parte da un’ostia e da angeli volanti. Nella tela sopra l’altare di destra (olio su tela, cm. 120×280 – San Pietro battezza il Centurione) la scena si svolge in una cella nella cui penombra le figure acquistano rilievo per mezzo degli effetti di luce provenienti dalla finestra e dall’apparizione dello Spirito Santo. Sopra l’altare di sinistra è posto un crocifisso ligneo del XVII sec. Secondo la tradizione fu donato alla confraternita nel 1666 da un pellegrino che ammalatosi venne ricoverato nell’ospedale ove poco dopo morì. Lungo le pareti in alto, 10 tele (cm. 150×60) raffigurano storie della vita della Vergine. Alla stessa altezza ed a fianco degli altari laterali, 4 santi (cm 80×50).
Tutto il complesso, ispirato alla cultura umbra su modelli cinquecenteschi, è di notevole livello. Nelle tele più grandi si fa apprezzare l’abilità del comporre scene affollate di figure; nelle altre, invece, si fa apprezzare una maggiore freschezza e scioltezza di pennellata. In sacrestia si trova un grosso armadio in noce del 700 con quattro cassetti e maniglie in ferro.
Il quadro “Madonna del Monte” fu commissionato dal Beato Francesco e fu eseguito nel 1491, una lunga benda porta questa scritta: “Sub ergo Maria confraternitate sue idem esse tego”. Le parole non danno un vero senso compiuto ma probabilmente stavano a significare un’invocazione di protezione. Sul fondo di oro finissimo si staglia la figura della vergine che regge con il braccio destro il figlio benedicente, un velo bianco incornicia il volto ovale della Vergine, prolungandosi con un lembo fino al petto. Il manto turchino foderato di verde copre tutta la persona riunendosi sulle ginocchia; la veste rossa si dispiega a cannelli con naturalezza. La veste giallognola ed i capelli biondi del figlio completano coloristicamente la figurazione principale intorno alla quale vi sono quattro gruppi di due santi ciascuno. Si possono riconoscere: San Pietro, San Giovanni Battista, San Domenico e San Rocco. Il volto della Vergine unisce negli occhi una maestà che impone ed una bontà che intenerisce. Davanti alle ginocchia della Madonna due grandi tavole sostenute da San Francesco, Sant’Antonio da Padova, San Martino, San Gregorio disciplinati e gentiluomini dell’epoca. Sulla tavola di sinistra è raffigurata, tra l’altro, la Caldarola dell’epoca cinta di mura, una cassa chiusa con la scritta “conserva” ed una tazza piena di monete. Sull’altra tavola sono alcuni confratelli e consorelle in ginocchio, una cassa con la solita scritta ed una con le parole “Mons Virginis”. Tutta la figurazione sintetizza l’opera del committente che, attraverso una confraternita a scopo religioso e caritativo mirava al benessere materiale e spirituale del paese, mettendo tutto sotto la protezione della Vergine. Una leggenda racconta che il Beato Francesco sognò la visione dei volti della Vergine e del Figlio; ma non riuscendo l’artista a riprodurli come Francesco voleva fu pregato dal Beato di confessarsi e comunicarsi. Al mattino seguente i volti furono ritrovati ritoccati da mano angelica. L’immagine fu incoronata nel 1814 da Pio VII.

Informazioni

Nome della tabella
Indirizzo Piazza Vittorio Emanuele
Costruzione 1780 circa

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